|
_ PERCORSI E SENTIERI
_ ESCURSIONI PINETA CLUSONE
_ ESCURSIONI ORGANIZZATE DAL CAI
_ ESCURSIONI NATURALISTICO-AMBIENTALI
PERCORSI E SENTIERI
A: Dalle Fiorine al Pizzo Formico risalendo la Valle di Sales
Partenza : Fiorine di Clusone
Percorso: Lasciando alle spalle la chiesetta dei Morti Nuovi alla frazione Fiorine si attraversa la strada provinciale Bergamo-Clusone e ci si dirige verso il vicino camping, qui si percorre la strada sterrata che si inoltra per la Valle di Sales per circa un chilometro fino al Fontanino di Sales.
La vetta del Pizzo Formico segnata dalla enorme croce sta di fronte a noi, iniziamo a salire la strada ghiaiosa e subito dopo attraversata di nuovo la valle incontriamo sulla sinistra la baita di Trusarde.
Ora ci si inoltra in una fitta abetaia e la percorriamo tenendo sempre ad ogni bivio la strada che sale a sinistra.
Dopo una serie di tornanti la strada diviene meno ripida e poco oltre raggiungiamo la Stalla di Urtighe.
In fondo al prato prendiamo la mulattiera che sale sulla destra . Dopo aver camminato lungo tutta la mulattiera, entro un ambiente silvestre veramente eccezionale, ci avviciniamo ai ruderi della Capanna Ilaria alla Forcella Larga dove si può ammirare un ampio panorama sulla catena delle Orobie.
Riprendiamo il sentiero che ora si inerpica sul versante della Valgandino soleggiato e ben tracciato. Percorso l’ultimo tratto a strapiombo sulla sottostante Valle di Sales, raggiungiamo la tavola di orientamento e la croce del Pizzo Formico (m:1637).
Dislivello: metri 1050
Tempo: ore 3,30
Difficoltà: sentiero facile costantemente in salita
5 Torna all'inizio
B: Dalla Spessa a San Lucio per il sentiero del Disol
Partenza: Parcheggio della Spessa
Percorso: Dal piazzale parcheggio della Spessa si prende la mulattiera che sale a sinistra del rudere seggiovia. Proseguendo lungo il tracciato della mulattiera che si dirige a est in leggera salita, lasciamo a destra il sentiero del Sùcu che risale rapidamente le pendici della montagna.
Più oltre incontriamo il Crocefisso che segna la nostra deviazione per San Lucio ( la mulattiera invece prosegue verso le vicine baite). Risalendo incontriamo una coppia di cippi di confine con scritte di divieti e poco oltre incontriamo la prima cascina. Guadagnando il costone verso destra arriviamo all’innesto con il sentiero ripido del Sùcu che avevamo incontrato appena partiti.
Appena sopra il Roccolo (tipica costruzione in pietra a forma di torre usata per la cattura degli uccelli), da destra si immette un sentiero proveniente da Beur per il Ponte degli Scout, noi proseguiamo a sinistra raggiungendo le Cascine Zuccone e poco oltre entriamo nel grande prato di San Lucio(m:1027), che raggiungiamo seguendo una leggera traccia di sentiero.
Dislivello: metri 435
Tempo: ore 1,20
Difficoltà: sentiero facile costantemente in salita
5 Torna all'inizio
C: Dal laghetto delle Borlese al Coren dè l’Altar passando da San Lucio
Partenza: piazzale parcheggio del Laghetto della Borlese
Percorso: Dal piazzale parcheggio del Laghetto della Borlese sulla strada provinciale Clusone-Lovere, percorriamo la pista, che sale dritta nel prato, fino nei pressi di un crocefisso, qui si devia a destra e si prende la strada mulattiera che si avvia verso il bosco di abeti e che lo risale con vari tornanti fino ad incontrare la mulattiera che proviene dalla Spessa.
Passiamo il Roccolo dei Poletti e arriviamo alla località di San Lucio.
Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino in salita attraversando il prato retrostante la chiesa e poco sopra troviamo un altro prato detto delle Stalle dei Morti, qui scendiamo a sinistra e passiamo davanti alle due baite. Poco più avanti incontriamo il bivio per il sentiero de Mes, noi prendiamo la direzione del Senter di Ure che prosegue pianeggiante nella fitta abetaia fino ad incontrare la strada mulattiera che noi percorriamo girando a sinistra. Più oltre in cima alla salita lasciamo la strada e prendiamo il sentiero pianeggiante che si inoltra nel bosco.
Dopo il faggeto entriamo nel prato della stala dè Carlì, continuando scendiamo alla stala di Fope e poco oltre incontriamo la strada gippabile che sale nel vallone delle Borlese (strada che percorreremo al rientro).
Appena oltre al bivio, proseguiamo in salita a destra , lasciandoci a sinistra gli ampi Prati di Cese.
Arrivati alla Baita di Fogarolo scendiamo fino al laghetto e poi saliamo fino alla Forcella di Fugarolo e qui abbandoniamo il sentiero e deviando a sinistra saliamo per la cresta erbosa. Raggiungiamo così la cima del monte Fogarolo con i due massi detti Coren de l’Altar (m: 1529). Dalla cima il panorama spazia a 360°.
Per il ritorno ripercorriamo il sentiero fino alla Baita di Fogarolo dove seguiremo la strada gippabile che ci riporterà al punto di partenza.
Dislivello: metri 952
Tempo: ore 4
Difficoltà: sentiero facile costantemente in salita
5 Torna all'inizio
D: La Traersada
Partenza: San Lucio
Percorso: La nostra escursione inizia pendendo il sentiero che attraversa il prato dietro la chiesetta. Dopo poco incontriamo la strada sterrata che percorreremo fino a raggiungere i vecchi pali della seggiovia nei prati di Pianone. Il sentiero prosegue ora in un bosco di abeti e poi di faggi fino ai ruderi della Capanna Ilaria alla Forcella Larga.
Dopo aver ammirato il panorama il nostro percorso ci impone di prendere a sinistra in direzione sud-est un sentiero pianeggiante che ci porta alla Baita Montagnina. Poco oltre raggiunta la Sella di Fogarolo è d’obbligo lasciare il sentiero e salire il pendio erboso per raggiungere la vetta conosciuta come il Coren dè l’Altar(m: 1529).
Dopo la sosta riprendiamo il sentiero raggiungendo la pozza di Fogarolo . Qui prendiamo la strada gippabile. Sotto alcune baite ristrutturate , prima del piano, prendiamo il sentiero che a sinistra attraversa i prati che ci porta alla stala di Fope e alla nuova stala de Carlì.
Poco oltre arriviamo alla strada che scende bruscamente nel Vallone, raggiunto il fondo della valle prendiamo a destra il sentiero che scende detto senter di Ure che ci porta velocemente alla strada che a destra ci riporta alla chiesetta di San Lucio.
Dislivello: metri 450
Tempo: ore 5
Difficoltà: sentiero facile
5 Torna all'inizio
E: Al Pizzo Formico da San Lucio passando per la variante della Stalà di Urtighe
Partenza:San Lucio
Percorso:Dal piazzale parcheggio di San Lucio si ritorna a ritroso per circa duecento metri dove a sinistra ci si trova la strada mulattiera che ci porta ai prati del Padrone e successivamente a quelli di Pianone.
Lasciando il grande edificio della stalla di Pianone sulla sinistra, in fondo al prato passiamo sotto un ponte in legno e da lì inizia la pianeggiante mulattiera che ci porta al Funtanì e poi alla stala di Urtighe.
Appena entrati nel prato prendiamo la mulattiera che sale sulla sinistra. Continuando a salire raggiungiamo la mulattiera che sale dal Pianone e che percorriamo fino ai ruderi della Capanna Ilaria alla Forcella Larga.
Riprendiamo il sentiero che ora si inerpica sul versante della Valgandino.
Ora cominciamo a vedere la maestosa mole della croce e percorrendo l’ultimo tratto a strapiombo sulla sottostante valle di Sales, raggiungiamo la tavola di orientamento e la croce del Pizzo Formico (m: 1637).
Per il rientro si percorre il sentiero fino alla Forcella Larga e poi la mulattiera che scende sul versante clusonese e che ci porta direttamente fino ai prati del Pianone e S. Lucio.
Dislivello: metri 600
Tempo: ore 2.30
Difficoltà: sentiero facile, pianeggiante nella parte iniziale poi costantemente in salita.
5 Torna all'inizio
F: La classica al Pizzo Formico partendo da San Lucio
Partenza: San Lucio
Percorso: La nostra escursione inizia prendendo il sentiero che attraversa il prato dietro la chiesetta , dopo un breve tratta incontriamo la strada sterrata che seguiamo a destra.
Raggiungiamo i vecchi pali della seggiovia nei prati di Pianone, attraversiamo perpendicolarmente in salita il prato e raggiungiamo la pozza alta. Continuiamo e passando attraverso una fitta abetaia, che poco oltre lascia il posto ai faggi, incontriamo i ruderi della Capanna Ilaria alla Forcella Larga.
Riprendiamo il sentiero che ora si inerpica sul versante della Valgandino.
Ora cominciamo a vedere la maestosa mole della croce e percorrendo l’ultimo tratto a strapiombo sulla sottostante valle di Sales, raggiungiamo la tavola di orientamento e la croce del Pizzo Formico (m: 1637).
Per il rientro si ripercorre lo stesso tragitto.
Dislivello: metri 600
Tempo: ore 2
Difficoltà: sentiero facile, pianeggiante nella parte iniziale poi costantemente in salita.
5 Torna all'inizio
G: Panoramica escursione alla chiesetta di Blum con rientro da Rasga e Fontanino della Mamma
Partenza: Piazza Orologio
Percorso: Dalla Piazza Orologio (m.650) si prende, prima via Fanzago per un breve tratto poi, a destra, la via Chiodere e a destra ancora la via G. Sora che sale rapidamente permettendoci subito si godere un ampio panorama sull’altopiano di Clusone. Terminata la strada asfaltata percorriamo la strada sterrata fino al fontanino del Papà (m.770) dove poco oltre deviamo a destra e, lasciata la strada, ci immettiamo in un sentiero che ci porta alla sella del monte Cimiero.
Dopo la stala Bianca il sentiero sale gradatamente. Arriviamo così alla sella che ci immette nei verdi prati di Rasga, proseguiamo sulla destra e ci troviamo sulla costa della valle del Lò dove il sentiero pianeggiante ci porta alle cascine di Blum e alla cappelletta degli alpini di Blum (m.1310)
Volendo si può proseguire con un ripido sentiero lungo la costa erbosa e raggiungere la cima Pare( m. 1642).
Per il ritorno ritorniamo alle Cascine di Blum poi deviando a destra per il sentiero che attraversa i prati, arriviamo ad un gruppo di cascine dove a sinistra incontriamo il sentiero che ci porta in Rasga . Dopo aver incontrato alcune cascine e un bosco di castagni arriviamo al bivio di Bastù dove deviamo a sinistra per raggiungere il Fontanino della Mamma. Riprendiamo il cammino e incontriamo la indicazione per la grotta della Madonna, che possiamo raggiungere con un breve sentiero. Poco oltre incontriamo il fontanino del papà e da qui ritorniamo in Piazza Orologio.
Dislivello: metri 510
Tempo: ore 5
Difficoltà:sentiero facile con iniziale ripida salita.
5 Torna all'inizio
H: Camminata passando per il Fontanino della Mamma, La Selva, Sotto Né e Gratino.
Partenza: Piazza Orologio
Percorso: Dalla piazza Orologio (m.650) si sale verso la Basilica dove, finito il sagrato, si prende a sinistra la breve e caratteristica via S. Narno e poco oltre, a sinistra, ancora ci si incammina sulla ripida stradina che aggirato il campanile ci immette in via G.Sora. Percorrendo la strada asfaltata arriviamo al Fontanino del Papà. Qui la strada diviene un largo e pianeggiante sentiero. Raggiungiamo il Fontanino della Mamma. Proseguiamo entro un fitto bosco e incontriamo il doppio bivio che a destra porta rispettiavamente alle cascine di Rasga e a quelle di Bastù. Proseguiamo lungo la strada sterrata fino ad immetterci sulla strada provinciale Clusone-Villa d’Ogna che percorriamo, deviando a destra, per un breve tratto, a sinistra, prima del tornante della Cantoniera di Senda, prendiamo la strada che porta a Piario.
Raggiunto il Cimitero, ci immettiamo nel sentiero che a sinistra sale nel bosco.
Passiamo la chiesetta di San Rocco e appena dopo la cappelletta dei Morti vecchi a sinistra percorriamo la strada campestre dei Prati Mini.
Oltrepassato l’impianto sportivo di atletica leggera raggiungiamo la contrada Botteghino, qui tenendo la sinistra, ai bordi della strada provinciale, poco oltre ci inoltriamo in Via A. Moro; aggiriamo, lasciando sulla sinistra l’impianto sportivo di tennis e arriviamo nei prati di Sotto Ne.
Continuando per la strada sterrata raggiungiamo poco più a monte sulla destra la strada di Gratino. Presto scendiamo per via Concerie e raggiungiamo piazza della Rocca.
Dislivello: metri 200
Tempo: ore 3
Difficoltà: sentiero facile
Per altre informazioni è disponibile in Proloco una cartina relativa ai sentieri indicati.
5 Torna all'inizio
PINETA CLUSONE
La pineta di Clusone non è altro che un grande “Terrazzo Morenico”, vale a dire un grande deposito che hanno lasciato i ghiacciai formando così le varie colline ed i “terrazzi” appunto “Morenici”.
Le testimonianze più evidenti del passaggio dei ghiacciai sul nostro altopiano, sono i maestosi “ Massi erratici” sparsi per tutta la Pineta di Clusone.
Purtroppo, non sono rimasti che pochi esemplari a testimoniare quanto sia avvenuto migliaia di anni fa.
La Pineta di Clusone, denominata “La Selva” è una incantevole zona, a 500m. di altezza, che si estende, come un parco naturale, per alcuni chilometri quadrati, tutta incrociata da innumerevoli sentieri in mezzo ai pini e da un salutare “percorso vita”.
La Pineta è pure raggiungibile in automobile in quanto, oltre alle diverse vie carreggiabili è attraversata da due strade provinciali.
5 Torna all'inizio
ESCURSIONI CAI:
- Gite Sci Alpinistiche
- Alpinismo Giovanile
- Gite Estive
- Gite gruppo Marücc
- Appuntamenti tradizionali
SEDE CAI
Via Bonomo De Bernardi, 5 Clusone
(Venerdì dalle ore 21) Tel: 034625452
5 Torna all'inizio
ESCURSIONI NATURALISTICO-AMBIENTALI
Nei mesi estivi la Turismo Pro Clusone in collaborazione con il cai organizza un giorno a settimana delle escursioni naturalistico-ambientali guidate.
Per maggiori informazioni rivolgersi al nostro ufficio.
5 Torna all'inizio
|